A volte mi chiedo se a 20 anni sarebbe possibile avere un'amichetta del cuore così come la si ha a 12-13 anni. Il fatto è che a 12 anni la vita è in un certo senso indifferenziata. Si va a scuola, si fa i compiti, si hanno le prime cotte, si esce il sabato sera e molte poche altre variabili tipo allenamenti di pallavolo o lezioni di pianoforte. Ad ogni modo, la stragrande maggioranza di attività di cui riempi la tua vita in età pre-/adolescenziale si possono tutte condividere con la tua amichetta. Fino all'età delle superiori più o meno le amicizie/simbiosi riescono a durare. Ma gli esami di maturità sono fatali. S'inizia già con l'estate appena dopo. Chi ha scelto di andare in qualche università con l'odiossissimo numero chiuso, passerà parte dei pomeriggi chiuso in casa a studiare. E poi...da settembre le vite prendono una svolta. Una svolta che condizionerà tutta la vita, si dice. Chi continua con l'università, chi cerca lavoro. Chi si trasferisce in qualche altra città, chi resta. Chi resta single, chi trova il fidanzato o addirittura si sposa/va a vivere col compagno, chi resta incinta. C'è poi la situazione delle due amiche che s'iscrivono alla stessa università, dopo un anno o un semestre c'è chi resiste ma c'è anche chi decide che non è la sua strada e si ritira. E anche se si resiste insieme, c'è chi darà più materie, chi andrà fuori corso, chi avrà voti più altri.Tutto si complica dannatamente. Si complicano anche i rapporti. Meno tempo per stare insieme, meno attività da svolgere in compagnia. Che resta?Non è una domanda retorica, io non riesco a trovare risposta. I miei rapporti con le cosiddette migliori amiche sono ormai molto scarni, ridotti a qualche pomeriggio passato insieme e a molte uscite di gruppo. Mi dispiace ma non vedo quale potrebbe essere l'altra via.
Quando ero piccola avevo un sogno. Volevo diventare una scrittrice. Leggevo tantissimi libri, li divoravo, mi ci perdevo dentro, immaginandomi protagonista di quelle storie. Mi immedesimavo così tanto che in età pre-adolescenziale, avendo già a che fare con i primi scazzi e con le prime delusioni, provai a scrivere, inventando storie e inventando personaggi che poi non erano altro che le storie e le persone della mia vita deformate quel poco che basta per farle apparire più gustose. Ma del resto che volete, ero piccola e comunque anche i più grandi scrittori, scrivono spesso di sè stessi.
In piena adolescenza, vivevo di penna e nirvana. Tutta quella teenage angst da riversare sui fogli bianchi come fiume in piena. Ero incazzata così tanto da non riuscire mai a smettere di scrivere. Mia madre di nascosto leggeva i miei quaderni e si preoccupava. Arriva internet. Benedizione dal cielo. La mia voglia di comunicare, sfogarmi, cercare qualcuno simile a me, qualcuno che capisca, adesso trova la strada. Imparo 4 nozioni base di html, metto su un sito e pubblico le mie cose. I miei piccoli capolavori che oggi tanto mi fanno sorridere, ma ci andavo fiera e ai tempi ricevetti anche mail di complimenti. Conosco tante persone, vere? false? Non mi ponevo il problema ai tempi. Ero ingenua e ogni cosa mi entusiasmava. Frequentavo i forum, i siti degli altri, le mailing list. Mi davo da fare un sacco insomma. Prova ne sono le bollette del telefono :P. Sul mio sito arrivano persone che non hanno un vero e proprio sito ma più che altro una paginetta di diario. Li seguo voracemente e invidio quel loro spazio. Sulla homepage del mio sito creo anche io un diario ma non ci sono i commenti, non c'è archivio. Insomma quello degli altri mi sembra molto più figo. Mi registro su Splinder. Si apre l'età d'oro del blog. Adoro il mio blog, ci scrivo su a più non posso. La mia scrittura si evolve dal fantastico e pseudo lirico a qualcosa di più diretto, fresco e ironico. Mi piace così tanto il blog che il mio sito non lo calcolo più.
La bambina diventata ragazza ha ancora il sogno di diventare scrittrice, ma diventata un pò più disillusa, preferirebbe optare per il poco più realizzabile giornalismo. S'iscrive infatti all'università, corso "Scienze per la comunicazione internazionale": Finisce la tempestosa storia d'amore con il mio ex, soffro, piango. Scrivere è la mia catarsi. Dopo un pò trovo un altro ragazzo, m'innamoro e divento una personcina felice, meno incazzata e meno ispirata. Una volta pensavo che vivere fosse una merda e solo scrivendo potevo creare una vita parallela e bella, per cui valesse la pena non morire. Adesso invece la vita è bella già di suo e scrivere apparentemente non mi serve più. Internet è una rete, troppo grande per non annegarci. Infatti io ci annego spesso e volentieri. Di settimana in settimana scopro una passione nuova. A tutte mi appassiono brevemente, dimenticando il resto. Fotografia, web design, manipolazioni digitali, disegni vettoriali... Insomma, dalle parole passo alle immagini. Ho talento nullo, mezzi e soldi pochi. Non ho istruzione di tipo artistico, dunque inizio da zero e le mie creazioni sono solo le cose meno peggio che riesco a tirar fuori dalle mie sperimentazioni. Per un periodo mi scordo di tutto. Blog, sito, libri, html,... Preferisco persino il cinema alla musica! Nel frattempo ci sono blogger che sono diventati scrittori, blog trasformati in interi siti o addirittura in libri. Nella mia facoltà si organizzano laboratori di giornalismo, pubblicità, reportage ,assolutamente gratis e che anzi ti fruttano crediti. Apre anche un magazine online, una testata registrata in cui chiunque abbia un briciolo di voglia e buon senso può scrivere.
Io mi perdo tutto questo. La bambina che sognava di diventare scrittrice è stata soppressa. La ragazza protesa verso il mondo del giornalismo è moribonda.
Questa lunga strada fatta di sogni, passioni e occasioni mancate porta fino a me. Fino a questo punto, qui e adesso. Non sono tornata per ripropormi come blogger/giornalista/scrittrice/tuttologa prorompente, volonterosa di mostrarmi capace e in splendida forma, non sono tornata per riprendere lì dove avevo smesso come se niente fosse. Sono tornata per riappassionarmi alla scrittura, alla narrazione delle mie piccole fesserie quotidiane. Sono tornata per conoscere nuove persone. Per scambiarci delle storie, le nostre storie. Per farmi conoscere, scoprendomi piano piano con pudore.
Quello che mi piacerebbe è riuscire a farmi ascoltare dagli altri, semplicemente perchè agli altri va di farlo. Se riesco nel mio intento significa che sono bravina, che magari se mi viene una buona idea riuscirò a scrivere sul giornale della mia facoltà, o su qualcos'altro. Non significa che lo scrivere mi permetterà di vivere per tutta la vita senza preoccupazioni economiche, ma può significare che ogni tanto qualcuno mi potrebbe chiedere di pubblicare qualcosa sul suo giornale, di collaborare ad un qualche progetto.
E' una scommessa? Boh chissà... forse fa parte dei famigerati buoni propositi per l'anno nuovo, forse è un mio nuovo capriccio, forse tra due settimane mollo tutto di nuovo.. So solo che per ora ci tengo parecchio e ora basta perchè tanto nessuno sarà arrivato fino a questo punto a leggere una conclusione che tra l'altro nemmeno c'è!!
Catastrofe scongiurata con una serata strettamente a due. Sono felice e il fatto che lo sia proprio oggi che è una terribile sunday morning è fantastico e mi rende speranzosa( che cazzo di parola è speranzosa??!!). Anyway, stasera forse vado a vedere 'che pasticcio Bridget Jones' qualche commento a riguardo? Per il resto..solito pranzo ad alto tasso alcolico dai nonni e via... Ho deciso che non darò quella materia giorno 26/01 ma la darà all'appello successivo. Così che mi si accavalleranno gli esami ma del resto.. io faccio sempre così, metto il mio disordine mentale in tutto ciò che faccio Ancora non sto riuscendo a prender l'università seriamente...è terribile! Perdo tempo, studio poco e male. E' il mio futuro no? Sembra che io non lo sappia o faccia finta di non saperlo. Sono peter pan. Quando era più piccola utti mi ammiravano per la mia maturità davvero notevole per la mia età, se sapessero che ne è di me adesso...